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Sementi ibride per piantine biologiche. Si può?


Buongiorno Marco

Teoricamente la semente ibrida si può ottenere anche da incroci di varietà, non per forza con mutazioni di laboratorio, quindi potrebbe esser consentito usarla per produrre una pianta certificata bio, io sinceramente non conosco i dettagli della normativa e le tecniche usate per ottenere semi F1. Ti consiglio di scrivere al certificatore, in questo caso ICEA. Hai sollevato una questione interessante, ti ringrazio. Se per caso scrivi a ICEA magari torna su questa pagina e mandaci la loro risposta tramite i commenti che siamo curiosi anche noi e penso i lettori del nostro sito.

Chi volesse approfondire il discorso della semente ibrida può leggere il post sui semi F1 e quello sulle loro conseguenze negative in agricoltura.

Le deroghe sull’uso di semi bio

Ma a prescindere da questo c’è un secondo problema che può spiegare il tuo acquisto. Le aziende che fanno biologico in teoria devono usare sementi biologiche (la direttiva CE 98/92 dispone che chi coltivi bio utilizzi sementi certificate). In realtà purtroppo esiste una deroga che permette l’uso di ibridi F1 e in generale di sementi non bio: se l’agricoltore vuole seminare varietà iscritte ai registri delle sementi che non hanno disponibile una semente bio può comprare quella convenzionale e usarla per produrre ortaggi (o piantine) regolarmente certificati. Quindi il vivaio che ha realizzato la piantina da te acquistata potrebbe aver usato la scappatoia di cui sopra per fare la piantina bio con semente convenzionale. Ovviamente questa è solo una mia supposizione.

Ho letto che si stima che un 80% dei prodotti agricoli biologici italiani viene da sementi non biologiche. Anche per questo motivo la cosa migliore è coltivarsi il proprio orto biologico autoproducendosi gli ortaggi, e possibilmente far nascere le piantine in semenzaio, magari salvaguardando le varietà locali e le sementi antiche.


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