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Intelligenza vegetale: lo sguardo nuovo sulle piante di Stefano Mancuso


Delle volte basta cambiare punto di vista per scoprire un mondo nuovo. È questa la sensazione che si ha dopo aver letto i libri di Stefano Mancuso.

Mancuso, professore della facoltà di agraria dell’Università di Firenze, è uno dei ricercatori più autorevoli a livello mondiale nel campo della neurobiologia vegetale. Oltre a essere un importante scienziato, ha anche il dono di saper divulgare, trattando concetti complessi con parole semplici e senza mai annoiare. I suoi libri, da Verde Brillante al recente La Nazione delle Piante, ci accompagnano in una vera e propria riscoperta del mondo vegetale.

Quella che segue non è la recensione di un singolo libro, ma un’introduzione che vuole essere invito alla lettura delle opere di Mancuso. Chi coltiva sa quanto siano importanti le piante per lui, ma lo sono per tutti, dobbiamo a questi essere viventi la nostra vita e leggendo Mancuso ci sorprenderemo delle cose straordinarie che sono in grado di fare. Le piante sono una parte fondamentale del mondo in cui viviamo, come scopriremo leggendo Verde Brillante, troppo spesso il nostro sguardo è stato superficiale.

Guardare il mondo vegetale con altri occhi

Il pianeta Terra è dominato dalla presenza degli organismi vegetali, organismi fermi, immobili, quasi inerti… o almeno, così ci può apparire. Questa interpretazione errata ci ha accompagnato per secoli (nella cultura occidentale).

Già Aristotele credeva che le piante possedessero un’anima di più basso livello rispetto agli altri viventi e si differenziassero dalle cose inanimate solo per la capacità di potersi riprodurre. Il pensiero occidentale poi è andato spesso in questa direzione… emblematica è la divisione che fa Cherles De Bovelles nel Liber de Sapiente nel 1509, egli divide le specie in 4 categorie: le rocce (che esistono e basta), le piante (che esistono e vivono), gli animali (esistono, vivono e sentono) e gli uomini che hanno queste tre caratteristiche e in più sono intelligenti. Questa è l’idea che da secoli ci portiamo dietro.

Immagine tratta dal libro Verde Brillante

Questo modo di vederla ha indirizzato fortemente l’uomo nel suo rapporto con le piante, ponendoci evolutivamente sopra a queste ultime. In realtà ci ha precluso la possibilità di capire più a fondo e meglio il mondo vegetale.

Le piante: un’evoluzione differente

Le piante sono capaci di cose straordinarie, Mancuso ci guida alla scoperta di questi esseri viventi che non solo rispondono agli stimoli, ma possono risolvere problemi, hanno tatto, udito, olfatto, gusto, vista e altri sensi per percepire il mondo. Sono in grado di comunicare fra loro e con gli animali, fino a riuscire ad ingannarli. Si scoprirà che le piante sono veri e propri organismi intelligenti, alcune delle loro abilità stanno emergendo in questi anni proprio grazie ad un nuovo punto di vista.

Intanto partiamo dal dire questo: le piante non sono meno evolute, esse si sono evolute per stare ferme e quindi hanno strategie diverse. Mancuso nel suo libro dice che gli animali hanno un’unica risposta fondamentale ai problemi: spostarsi: sono in pericolo e scappano, hanno fame e vanno a cercarsi cibo e così via. Le piante hanno evolutivamente “scelto” di stare ferme in un punto, non hanno puntato sul movimento, non hanno puntato sulla velocità.

Le differenze fra animali e piante sono molte ed evidenti ma una, in particolare, è quella che crea l’idea che una categoria sia più intelligente ed evoluta e l’altra meno. Gli animali hanno un sistema centralizzato per qualsiasi cosa, hanno il cuore che controlla la circolazione, i polmoni per la respirazione e il cervello, centro di comando del nostro sistema nervoso. Evolutivamente questo sistema garantisce risposte veloci, per degli esseri in continuo movimento è utile ma ha un punto debole: viene messo fuori uso se si compromettono le parti centrali del sistema, noi animali siamo esseri veloci ma fragili.

L’intelligenza delle piante

Le piante stando ferme hanno dovuto per forza resistere alla continua predazione da parte di animali e microrganismi, e sopportare tutte le avversità climatiche a ambientali del luogo. Ecco che un sistema centralizzato non può funzionare. Le piante devono poter sopravvivere, e sopravvivere ottimamente anche se una parte viene asportata o danneggiata! Sono organismi modulari, ossia hanno strutture che si ripetono uguali, e hanno una notevole capacità di rigenerarsi. Il fatto che non abbiano un sistema centralizzato non ha impedito a loro di percepire il mondo attorno e agire per la loro sopravvivenza, risolvendo i problemi che la vita man, mano gli ha proposto.

Le piante possono guardare senza occhi, respirare senza polmoni, sentire gli stimoli tattili e chimici e percepiscono i suoni rispondendo alle vibrazioni del terreno. Sono in grado di memorizzare e di imparare. Non potendosi muovere hanno bisogno di capire le cose con grande anticipo, e il fatto che sappiano vivere con poca energia e facendo tutto lentamente ci inganna, pensiamo non facciano praticante nulla. Niente di più errato.

Tutto queste funzioni vengono svolte in maniera diffusa sulla pianta, con cellule in grado di percepire e interagire. L’intelligenza delle piante è diversa dalla nostra, e noi esseri umani abbiamo costruito molti sistemi in maniera simile a noi. Pensiamo a come funziona un computer con il suo processore e tutte le periferiche, ad un’automobile o anche alle nostre strutture di governo. Sono tutte centralizzate e gerarchiche in qualche modo. Questa è una struttura con cui abbiamo molta familiarità.

Ultimamente c’è una nuova tecnologia che ci aiuta a capire l’intelligenza delle piante: il WEB. Nella rete di internet ogni elemento ha le stesse potenzialità, non c’è un centro di comando e molti elementi sono “messi in rete”, comunicano e interagiscono con il mondo esterno. Ecco che il WEB è un meccanismo “artificiale” che non mima la struttura centralizzata a cui siamo abituati, ma richiama più la struttura con cui funziona una pianta. E il risultato è incredibile!

Nell’apparato radicale di una pianta ci sono miliardi di apici radicali, in una piantina di mais sono stati stimati circa dieci miliardi, in un grande albero in natura non si riescono neppure a contare. Ognuno di questi riesce a sentire l’ambiente circostante misurando: temperatura, pressione, umidità, gravità, luce, vibrazioni, vari gradienti chimici ecc. Infine offre una risposta che influisce su tutto il resto della pianta. Le risposte a questi stimoli vengono comunicati in vari modi anche alla parte aerea, si sono studiati segnali che viaggiano a più velocità, dai segnali elettrici istantanei a segnali ormonali che viaggiano per via linfatica in diverse ore.

I libri di Mancuso offrono moltissimi esempi di queste evidenze, e ci ricordano che non siamo noi a dominare il mondo. La biomassa vegetale è circa il 99% del totale sulla Terra, in più noi non potremmo mai vivere senza piante, loro invece senza di noi potrebbero cavarsela senza troppi problemi.

Verde Brillante e Plant Revolution sono due libri che possono rivoluzionare il modo in cui vedete le piante e, come diretta conseguenza, il mondo intero.

Libri di Stefano Mancuso

Se l’articolo vi ha incuriosito ecco la bibliografia dell’autore.

  • Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale. Con Alessandra Viola. (Giunti Editore, 2013)
  • Uomini che amano le piante. Storie di scienziati del mondo vegetale (Giunti Editore, 2014)
  • Biodiversi. Con Carlo Petrini. (Slow Food, 2015)
  • Plant revolution. (Giunti Editore, 2017)
  • Botanica. Viaggio nell’universo vegetale. (Aboca, 2017)
  • L’incredibile viaggio delle piante. (Laterza, 2018)
  • La nazione delle piante. (Laterza, 2019)


Video: Stefano Mancuso: le piante sono intelligenti (Settembre 2021).