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Keyhole garden: cos’è e come costruirlo


Un orto costruito con materiali di recupero, per risparmiare acqua, curando il suolo, ottenendo raccolti abbondanti.

La permacultura si applica alla coltivazione in tanti modi, sempre a partire dall’osservazione dell’ambiente in cui ci troviamo e progettando di conseguenza. Uno dei principi di progettazione è “Ottieni un raccolto” (andremo ad approfondirlo meglio, nel nostro percorso sulla permacultura) : abbiamo la possibilità e la capacità di decidere come arrivare ad ottenerlo.

Tra le molte possibilità la tecnica del Keyhole Garden può essere una buona idea per inserire in giardino un compatto modulo di orto, ordinato e produttivo. La struttura ben studiata porta diversi vantaggi.

L’acqua è una risorsa preziosa che non ci possiamo permettere di sprecare, contemporaneamente dobbiamo creare suolo fertile, per contrastare la degradazione data da erosione e salinizzazione. Quella del Keyhole è un’ottima struttura per un piccolo orto funzionale, che ottimizza questi fattori. Qui di seguito scopriamo meglio di cosa si tratta e impariamo come realizzarlo in 7 semplici passaggi.

Cos’è il keyhole garden

Il keyhole garden, ovvero “orto a buco di serratura”, è una tecnica di creazione di superfici coltivabili diffusa in tutto il mondo. È stata sviluppata a metà degli anni ’90 del secolo scorso nel Lesotho, dal Consorzio per l’emergenza e la sicurezza alimentare nell’Africa meridionale (C-SAFE), ma keyhole gardens in “stile africano” sono stati costruiti in giro per il mondo, ad esempio, in Texas e in altri luoghi negli Stati Uniti.

Ma cos’è a tutti gli effetti il keyhole garden?

È un orto rialzato circolare, largo circa due metri, con una rientranza a forma di buco di serratura su un lato. La rientranza consente a chi coltiva di aggiungere avanzi di verdure crude, acque grigie e letame in un cesto per il compostaggio che si trova al centro del letto, per fornire sostanze nutritive alle piante.

Come è fatto

Il keyhole garden può innalzarsi da un minimo di 30 cm fino a circa 80 cm da terra e ha pareti costruite con i materiali che si hanno a disposizione: pietre, mattoni, coppi… Il muro non dà solo forma e sostegno all’orto, ma aiuta a trattenere l’umidità all’interno del letto di coltivazione. Pietre e mattoni svolgono la funzioni di masse termiche: durante il giorno si scaldano al sole e di notte cedono calore al terreno.

In un clima temperato/sub tropicale come il nostro, il rapporto tra temperatura e umidità è inversamente proporzionale: scendendo la temperatura, sale l’umidità. Mentre pietre e mattoni si “raffreddano” favoriscono il formarsi di accumuli di umidità alla loro base e tra loro stessi. Questa “acqua” è captata dalle piante che ne traggono giovamento.

La tecnica della lasagna

Il letto del keyhole garden è costruito a strati: i materiali si dispongono “a lasagna”, alternando un componente carbonico (marrone) a uno azotato (verde). Nel tempo il suolo si trasforma e assume una fertilità notevole.

Si inizia generalmente disponendo alla base del keyhole garden uno strato di cartoni, per contenere le piante spontanee, per proseguire con legna, letame, foglie, terra…

I materiali “marroni” (carbonio) più comuni sono:

  • cartoni senza inchiostri;
  • tronchetti e ramaglie;
  • foglie secche;
  • giornali tagliuzzati;
  • segatura non resinosa, quindi non di conifera.

Di converso, i materiali “verdi” (azoto) sono:

  • letame;
  • compost;
  • sfalci freschi;
  • scarti di cucina crudi e fondi di caffè.

Si aggiunge anche della terra e volendo della cenere di legna o della farina di roccia, per integrare la parte minerale.

Cosa coltivare nell’orto a “keyhole”

I keyhole gardens sono ideali per la semina intensiva, una tecnica in cui le piante vengono posizionate vicine per massimizzare la produzione e vi si possono coltivare quasi tutti i tipi di ortaggi.

È più facile dire ciò che è meglio non coltivare e perché:

  • Le grandi cucurbitacee (zucca, anguria, melone) per evidenti problemi di spazio.
  • Le patate perché necessitano di rincalzatura.
  • Cultivar di pomodori troppo alte, difficilmente raggiungibili senza toccare la struttura.

Gli altri ortaggi? Verdure a foglia verde come lattuga, cavoli e spinaci, tutte le liliacee, le ombrellifere, le erbe aromatiche… Provare per credere!

Come realizzare un Keyhole Garden in 7 passaggi

A maggio 2019, come attività di Permaculture Training, abbiamo realizzato un keyhole garden presso Vivere al naturale, nelle splendide colline astigiane, ospiti dell’amico Mirko. Le immagini sono tratte dal laboratorio che abbiamo condotto per insegnare a costruire questo tipo di orto.
Andiamo qui a vedere in 7 passaggi come costruire il nostro “Keyhole”. La realizzazione non è difficile e si può fare con materiali semplici ed economici, spesso anche di recupero. Il tempo e la fatica per la costruzione di questo piccolo orto rialzato si rivelano ben investiti: un orto di questo tipo si mantiene fertile nel tempo: l’idea è di realizzare una struttura permanente.

01 – Tracciare il cerchio


Dopo aver scelto lo spazio in cui sorgerà il keyhole garden, il più in piano possibile e osservando le possibili ombre della giornata (e delle stagioni), tracciate un cerchio per definire il diametro.

In genere la misura è intorno ai 200 cm, non ci si può discostare troppo perché la superficie deve essere tutta raggiungibile dall’esterno.

Costruite un rudimentale compasso, usando due legni e uno spago, posizionate un legno al centro e tenendo teso lo spago segnate il terreno con l’altro legno. Iniziate a mettere dei mattoni lungo la linea.

02 – Costruire il primo giro


Create il primo corso di mattoni, definendo anche il buco di serratura. I mattoni vanno posti in bolla (o quasi).

03 – Tracciare il buco di serratura

Fate particolare attenzione al buco di serratura. Prevedete innanzi tutto di poterci entrare comodamente all’interno. Orientatelo verso il punto cardinale più protetto dai venti: eviterà di far asciugare il terreno se questi sono caldi o di far penetrare aria fredda se invece sono freddi.

04 – Alzare il muro

Procedete ad alzare il keyhole garden sovrapponendo i mattoni. In questo caso noi li abbiamo disposti a lisca, per creare una struttura autoportante. Questo era dovuto principalmente al numero di mattoni che avevamo a disposizione e al fatto di aver scelto di assecondare una lieve pendenza, per avere una zona più secca e una più umida.

05 – Predisporre la lasagna

E adesso è ora di creare la “lasagna di materiali”, per riempire la struttura. Posto il fondo di cartoni, aggiungete legna, paglia, terra, compost… Sempre alternando verde e marrone, come già anticipato.

06 – Realizzare il canestro centrale

Create il canestro centrale per il compost. In questo caso abbiamo utilizzato delle canne tenute insieme da un intreccio, ma può essere realizzato anche con una rete di plastica o con una per polli.

07 – Predisporre i tutori

Aggiungete delle centine da edilizia, incrociandole. Su di esse farete arrampicare pomodori e cetrioli. Iniziate a trapiantare i piantini scegliendo le zone migliori per porli. Ricordate come si muovono le ombre durante la giornata (e durante le stagioni). Questi sono i classici tutori permanenti in uso anche sui bancali dell’orto sinergico.

Coltivare con il keyhole Garden

A questo punto il nostro Keyhole Garden è pronto per essere operativo. C’è quindi da seminare o trapiantare le prime colture. Un’ottima idea, sempre nell’ottica del risparmio d’acqua e di salvaguardare la fertilità, è un’abbondante pacciamatura di paglia.

Il suolo preparato a lasagna ha una grande ricchezza di partenza, che sarà poi alimentata nel tempo tramite il canestro centrale del compostaggio. Questo è il vero e proprio fulcro della realizzazione: verrà man mano riempito con i rifiuti organici che decomponendosi si trasformano in fertile compost e vanno ad arricchire il suolo circostante. Il fatto di trasformare rifiuti in risorsa ha un’ovvia valenza ecologica.

Anche la pacciamatura degradandosi fornisce un apporto di sostanza organica, tutto questo permette al Keyhole Garten di durare anni, senza perdere produttività.

Il keyhole garden al 10 di agosto, dopo tre mesi dalla creazione.

Con Mirko Roagna di Vivere al Naturale, soddisfatti del lavoro svolto.

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Alessandro Valente2019-08-27T11:48:12+02:00
  1. Luisa FERRARO27 Agosto 2019 al 8:47

    Molto interessante, adesso sono in campagna e il problema principale è combattere le lumache che mangiano tutto. Neppure la cenere le allontana dalle mie piantine, o forse ne ho sparsa poca. Saluti da una 82 enne, entusiasta di ogni novità. LUISA FERRARO

    • Matteo Cereda27 Agosto 2019 al 11:23

      Ciao Luisa e grazie del bel feedback. Per le lumache hai già provato a far trappole di birra?

  2. maria antonietta giovanna verde27 Agosto 2019 al 12:58

    Mi piace l’idea dell’orto rialzato e la forma e il modo di realizzarlo mi sembrano facili, anche se non semplice.
    Io ho un grande giardino (6000 mq) e adoro farci cose, ma spesso faccio delle grandi sciocchezze …
    Quando consigli di realizzarlo? Quanti mattoni ci vorranno? Ho visto nelle immagini che quelli che avete usato sono di cotto. Prenderò quelli? Qui nella Tuscia viterbese( Soriano) c’è il tufo….
    Rimango in attesa della tua risposta.
    Marietta

  3. Alessandro Valente27 Agosto 2019 al 15:25

    Ciao Luisa.
    Le lumache e le limacce amano particolarmente stare tra le foglie della cicoria spadona che sono lunghe: gli danno ombreggiamento e cibo.
    Potresti provare a fare delle bordure o piccole aiuole per attirarle. Mangeranno la cicoria, è vero, ma magari potrai contenerle un po’.
    Un ambiente simile glielo offrono anche i gigli: io ne ho un’aiuola di circa 4 metri e le lumache stazionano lì. Per l’anno prossimo interra dei bulbi.
    Con questi animali, in verità, l’unica cosa che funziona, per non usare ovviamente nulla di sintetico, è la raccolta manuale.

  4. Alessandro Valente27 Agosto 2019 al 16:02

    Ciao Marietta.
    Puoi realizzare un keyhole garden quando desideri: non c’è un momento migliore se non quello legato alle condizioni atmosferiche che agevolino il lavoro.
    Non è difficile farlo, in sè, rispettando alcuni accorgimenti di design, come ho descritto nell’articolo: la cosa più importante è stabilire dove innalzarlo conoscendo direzione, forza e temperatura venti, ore di insolazione e movimento delle ombre nella giornata e nelle stagioni. Ad esempio, venti caldi asciugano, alberi vicini ombreggiano.

    I materiali. Noi, nella situazione descritta nell’articolo, abbiamo usato mattoni pieni perché… avevamo quelli. In passato ho realizzato altri keyhole garden in pietra, con mattoni forati, coppi… Anche dei tronchetti di legno, di diametro di almeno 20 cm, possono essere usati.

    Veniamo al tufo.
    Se di origine vulcanica e non solo prettamente calcareo, ha una componente di zolfo importante, generalmente. Hai a disposizione, così una struttura zolfo-calcica che ti fa da “controllore” di acari, afidi e cocciniglie e delle malattie fungine.
    Ma, il tufo è anche e prettamente calcare: questo vuol dire che se hai un ph troppo acido del terreno, insieme alla presenza dell’umidità, tenderà a sgretolare.
    Fossi in te, avendolo a disposizione, lo userei, affiancandolo ad altri materiali. Magari potresti fare le “file” inferiori in mattone e sopra usare il tufo, in modo che sia più facilmente raggiungibile per sostituire degli elementi al bisogno.
    Spero di esserti stato utile.
    Alessandro.

  5. Giorgio28 Agosto 2019 al 10:59

    Ciao, volevo delucidazioni in merito al buco della serratura: cosa serve mettere al centro di una presa il compost ? Le piante non riusciranno mai ad arrivar ci con le radici, comunque bella idea, molto estetica e per la protezione dal caldo e vento e poi sfrutti meglio i 120 perchè io ho 120 ma con il trapezio in alto perdo spazio. Certo su un orto di tanti m2 hai una spesa di mattoni forse recuperandoli in edilizia, grazie

    • Matteo Cereda28 Agosto 2019 al 11:42

      Ciao Giorgio, Alessandro saprà risponderti meglio di me. Riguardo ai mattoni in realtà il sistema è pensato per essere fatto anche in pietra o altro materiale di recupero (quindi non per forza edile). Il modulo del keyhole è compatto e progettato sui due metri, non molto adatto a molti metri quadri, per cui meglio progettare soluzioni differenti.

      Il compost al centro comunica con il terreno, nell’articolo si raccomanda di farlo con canne o reti (non certo ermetico), proprio perché sia possibile uno scambio di nutrimenti che porti fertilità al suolo adiacente (senza escludere che ci arrivino comunque anche alcune radici all’interno).

  6. Sabrina28 Agosto 2019 al 13:47

    Molto interessante e voglia di provare a realizzarlo . Già stamattina mi informavo sui mattoni di recupero che a quanto pare costano di più di quelli nuovi 1,00, contro i 0,40 x i nuovi in un grande magazzino di materiali edili, Veneto. Prima domanda, per una struttura come quella descritta e x una altezza di circa 75/80 cm quanti mattoni potrebbero servire? Secondo quesito: in un orto tradizionale l’anno successivo si dovrebbe fare una rotazione degli ortaggi, in questo come si ci comporta? Pensavo per esempio di costruirne due, uno estivo e uno invernale e l’anno dopo scambiare le coltivazioni. Potrebbe essere una buona idea? Terzo quesito: la terra, quale terra prendere? e da dove prelevarla. Chi vende terra? Ultimo per oggi. Alla base prima ancora dei cartoni se venisse messo uno strato di sassi x un buon drenaggio ha senso oppure no? Forse no. Grazie per le spero illuminanti risposte. Questa volta ci provo sul serio. Mi piace la forma e per i pomodori ho anche altre idee

    • Matteo Cereda28 Agosto 2019 al 14:19

      Ciao Sabrina. Ti ringrazio per il tuo entusiasmo e interesse. Bellissimo.
      Sulle tue domande io posso dar risposte parziali: magari passa di qui Alessandro Valente (autore dell’articolo e anche di alcuni keyhole tra cui quello fotografato), lui certamente può dirti meglio sui vari punti.

      Discorso mattoni, ammetto la mia ignoranza: non so proprio cosa dirti.

      Discorso rotazione ti direi che ci si comporta proprio come in qualsiasi altro orto, variando i posti degli ortaggi e coltivando piante di diverse famiglie perché creino sinergie (magari l’articolo di Martina Ferrara sulla disposizione degli ortaggi nell’orto sinergico ti può essere utile). Non farei un orto invernale e uno estivo, ma punterei a sfruttare lo stesso keyhole per entrambe le stagioni (questo non impedisce comunque di fare due moduli). Lo strato di sassi direi che è una buona idea, utilissimo in particolare sotto al canestro del compost ma ottima idea anche per il resto.

      La terra la trovi nel tuo giardino, ti consiglio anzi di usare buona terra di campagna e non spender soldi in terriccio. Se leggi però non devi riempire con sola terra ma stratificare usando vari materiali (discorso marrone/verde) che andranno poi a formare un substrato fertile col tempo. Si tratta della tecnica della lasagna.

  7. Alessandro Valente29 Agosto 2019 al 12:22

    Ciao Giorgio.
    Il cesto del compost centrale è una riserva di nutrienti. Si può bagnare direttamente per innalzare il grado di umidità.
    Non pensare alla singola radice di una pianta che corrra fino al centro. Immagina il tutto come un sistema comunicante: il suolo è senza soluzione di continuità rispetto al canestro centrale che, come ha scritto bene Matteo, non è ermetico. Insieme lavorano la parte fisica (terra, paglia, rami, il fatto che non sia una struttura eccessivamente compattata, quindi c’è passaggio di aria), la parte chimica (la trasformazione nel canestro del compost, l’apporto carbonico e di azoto dei diversi elementi) e la parte microbiologica (in un contesto umido e arieggiato proliferano microorganismi che “si muovono” tra radici, aria, acqua). Insomma, è un sistema a tutti gli effetti e ogni componente fa la sua parte.
    Volendo si può fare anche senza compostiera centrale e il buco diventa un punto di accesso per il coltivatore. Non è sbagliato, assolve solo a un’altra funzione.
    Spero di essere stato utile.
    Alessandro.

  8. Alessandro Valente29 Agosto 2019 al 12:44

    Ciao Sabrina.
    Per sapere quanti mattoni ti servono, devi fare qualche calcolo:
    – la circonferenza del keyhole + i muretti che delimitano il buco di serratura
    – dividi il risultato per la lunghezza dei mattoni (nel caso siano accostati)
    – ottieni quanti mattoni ti servono per un corso (cioè un “giro”), chiamiamo questo risultato A
    – misuri l’altezza del mattone (lo standard UNI per un mattone pieno è 6 cm, ma devi vedere cosa hai tu)
    – calcoli quanti giri devi sovrappore per arrivare a 70-80 cm, chiamiamo questo risultato B
    – moltiplichi AxB e ottieni il numero di mattoni. Poi ne prendi un 10% in più, per sicurezza.

    70-80 cm sono un’altezza per lavorare molto comodi, ma richiedono molto materiale: valuta tu il rapporto costo/beneficio.
    Usa il più possibile materiali che hai a disposizione e di recupero, per abbassare i costi.

    Questione rotazioni: se tu crei biodiversità non hai bisogno di ruotare eccesivamente. Considera anche che il suolo tende ad abbassarsi nel tempo, quindi in qualche modo dovrai reintegrare un pochino, possibilmente con compost. Non fare un keyhole estivo e uno invernale.

    Terra: se hai un posto nel tuo giardino dove prenderla è meglio. Tieni conto che più la fai alta, più terra usi. In 80 centimetri di altezza ci stanno quasi tre metri cubi di materiale, tra terra, letame, rami, paglia… Calcola di dovere avere a disposizione un metro cubo e mezzo di terra. Rivolgiti a chi fa movimentazione terra nella tua zona.

    Per i sassi il discorso è diverso. Nel canestro del compost mettili,se desideri: dreneranno un po’ di umidità in eccesso.
    Nella struttura no perché ce ne andrebbero davvero tanti e noi l’umidità vogliamo trattenerla, non mandarla via.

    Spero di essere stato utile.

    Alessandro

  9. Sabrina29 Agosto 2019 al 20:54

    Ehhh ma siete davvero unici. Non mi aspettavo risposte così celeri. Grazie ad entrambi e rispondo a tutti e due. Si si ho letto e riletto per bene e ho compreso perfettamente il sistema a lasagna, mi manca solo la terra e il letame anche se nel mio orto non lo utilizzo e devo dire che quest’anno la produzione di pomodori senza nessuna malattia e messi a dimora in giugno è esagerata e perfetti. La terra no non la posso prendere dal mio giardino per varie ragioni, al massimo posso toglierla nel punto dove andrei a creare il keyhole ma poi a quel punto la struttura verrebbe per una parte abbassata sotto il livello attuale e non so se sia un bene o un male. Oggi sono andata a vedere anche altri materiali in primis il tufo che mi è sempre piaciuto molto e rispetto ai mattoni alti appena 6 con il tufo si parte da 11 e con altre altezze potrei anche metterlo in piedi ma certamente ancorato con malta. Non userò la forma a spina di pesce quindi mi chiedo se è necessario per forza fissare uno strato all’altro con malta oppure no, se è autoportante sicuro o solo nel caso li metta in verticale. Avrebbe un senso aggiungere prima ancora dei cartoni un telo pacciamante su tutta la superficie al posto di fissare con malta gli strati? Per la quantità di mattoni ancora non avevo pensato a questo tipo di calcolo, grazie per l’aiuto. Purtroppo non credo di avere dei materiali di recupero utili a questo scopo e ad ogni modo è un acquisto che poi ti rimane. Sassi nessun problema, vivo lungo il corso di un fiume. Questa soluzione del keyhole mi piace prevalentemente per tre/ quattro ragioni. Un orto ordinato, che dovrebbe essere più facile da gestire, facile anche da coprire per l’inverno, da lavorare ad un’altezza comoda, poi la compostiera al centro… ahhh la vera chicca. Secondo me si può fare anche più grande visto che basta arrivare fino alla metà e l’altra metà dall’esterno. Per i pomodori i tutori possono essere installati all’interno ma disposti ad arco verso l’esterno. Bene sono felicissima, si davvero entusiasta e se lo realizzo come spero, invierò foto. Ora un po’ di conti necessariamente. Ancora un grazie di cuore Matteo ed Alessandro

    • Matteo Cereda30 Agosto 2019 al 9:41

      Ciao Sabrina. Fa molto piacere che tu abbia apprezzato, mandaci certamente le foto che siamo super curiosi di vedere il risultato. Se posso permettermi non metterei un telo da pacciamatura sotto ai cartoni, mi pare inutile e a seconda del telo che sceglierai formerebbe uno sbarramento superiore a quello del cartone, che si degrada nel tempo… Potrebbe non esser positivo. Sulla dimensione io non allargherei troppo perché in una piccola dimensione si sentono meglio gli effetti di scambio con la compostiera centrale, ma ovviamente sperimentare progetti differenti è sempre valido.

  10. Sabrina30 Agosto 2019 al 11:25

    Riciaooo Matteo si in effetti oltre i due metri non è possibile x poterlo lavorare da fuori , provate misure sul tavolo .Il telo pacciamante forse non mi sono spiegata bene dovrebbe tutt’al più servire x nn dover mettere malta tra uno stratto di mattoni e l’altro .In altri termini avevo chiesto se la struttura può sopportare tutti li strati , le intemperie , le radici che crescono , ecc… anche a secco, ovvio lo preferirei . Al posto del letame , si può utilizzare anche solo compost mescolato alla terra? So che ho tante domande , se sto esagerando magari consigliatemi qualcosa da leggere,grazie oltre ai suggerimenti che già ho visto qui di libri

    • Matteo Cereda30 Agosto 2019 al 15:22

      Ben vengano le domande. Puoi fare a meno del letame, anche se arricchisce. Il compost non è uguale ma può sostituire. Letture ti consiglierei Agricoltura sinergica di Emilia Hazelip e Permacultura per l’orto e per il giardino di Margit Rush. Ovviamente segui l’attività formativa di Alessandro con Permaculture Training, che di certo organizzerà cose interessanti per imparare in futuro.

  11. Sabrina31 Agosto 2019 al 7:37

    Ok grazie mille

  12. Alessandro Valente31 Agosto 2019 al 17:08

    Ciao Sabrina.
    Lavori a secco senza problemi fino ai 50-60 cm di altezza, in sovrapposizione. Più alto non saprei, magari – sperimenta equilibri ingegneristici popolari – erigi il muro con una leggera pendenza verso l’interno.

    Il compost è diverso dal letame ma, trattandosi di una superficie minima, puoi usarlo.

    Sulle dimensioni, come poi tu stessa hai verificato, Matteo ti aveva risposto perfettamente. Sempre lavorare comodi! Quando è possibile… ;)

    P.S. Sto per mandare a Matteo le locandine di due attività dove si faranno anche keyhole gardens. La prima nel Centro di permacultura urbana di Rivalta T.se, dove viviamo e la seconda a Calenzano (Fi)

  13. Sabrina31 Agosto 2019 al 19:03

    Anche a te grazie infinite. Si potrebbe essere un’ idea i mattoni leggermente inclinati all’interno. Ok allora anche letame. Purtroppo nn mi è possibile venire in queste due località. Grazie comunque e buona continuazione. Seguirò

  14. matteo2 Settembre 2019 al 17:46

    Buona Sera a tutti ,e proprio una evoluzione all’orto sinergico.la tecnica Keyhole Garden mi giunge nuova.Complimenti avete fatto una bella ricerca-sperimentale e ricca di contenuti.questa estate ho sperimentato nel Pinerolese (TO)un orto sinergico mt.0,80×1.20×5 nella parte centrale ho inserito un raccoglitore (di recupero) x immondizia quelli verdi di plastica bucherellati,vi inserisco tutti gli scarti vegetali compreso il rosso di california lombrico.complimenti ancora buon lavoro Matteo

  15. Alessandro Valente3 Settembre 2019 al 9:37

    Ciao Matteo.
    Ottimo: sperimentare è (quasi) sempre una buona idea!
    Gli orti a buco di serratura hanno alcuni principi simili ai bancali sinergici e altri aspetti totalmente differenti.
    Che gli uni siano l’evoluzione dell’altro, forse no. Ho visto miniature mediovali con orti a buco di serratura, realizzati un po’ prima di Fukuoka e Hazelip.
    Buon orto! ^_^

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Video: The Keyhole Garden Explained (Ottobre 2021).